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Luca Aquino alla Incas

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Per la presentazione del suo primo album “Sopra le Nuvole”, prodotto dalla Universal Music, Luca Aquino, il giovane ed ormai affermato trombettista jazz, fiore all’occhiello del panorama musicale internazionale, ha scelto una location inconsueta ed affascinante.

Il concerto, ad ingresso libero, si è tenuto infatti all’interno dello stabilimento della Incas Caffè, nella zona industriale di c/da Pezzapiana, il 26 dicembre 2007 alle ore 21.00, e ha visto la partecipazione di musicisti del calibro di Mirko Signorile al piano, Giovanni Francesca alle chitarre, Daniele Esposito al contrabbasso, Gianluca Grasso al piano, Matteo Monero elettronica live, Antonio Salvador Conte alle percussioni e Aldo Galasso alla batteria.

Luca Aquino, seguendo la sua passione per la musica, comincia a studiare la tromba da autodidatta all’età di 19 anni. Frequenta i corsi e i seminari dei più importanti nomi del jazz internazionale; partecipa a concorsi, festival e rassegne in tutta Europa, fino ad arrivare a suonare in diverse formazioni musicali ed a collaborare con artisti del calibro di Bob Mitzner, Slide Hampton, Bob Franceschini, Tony Scott, Massimo Manzi e molti altri. Direttore artistico di diverse rassegne, “Jazz e (‘) Arte”, “…a jazz day in Benevento”, collabora come docente presso la scuola di Thelonius Monk di Campobasso. Nel 2007 si aggiudica il II posto ed il Premio del Pubblico al Concorso Internazionale per Solisti Jazz “Massimo Urbani”.

Punto di arrivo e di partenza di questo intenso percorso la composizione dei brani del suo primo album “Sopra le Nuvole”, dove la musica si condensa in sonorità che dal jazz puro passano all’elettronica, muovendosi su fronti ritmici diversi e in mutamento costante.

Luca Aquino è un giovane trombettista e flicornista che suona diverso” – scrive di lui Paolo Fresu “Ama Davis ma anche Freddie Hubbard ed insegue i suoni contemporanei e metropolitani di Jon Hassell e di Nils Petter Molvær innestandoli in una poetica tutta italiana fatta di melodia e di timbro.

In lui il jazz vive e non muore. Perché si muove incessantemente alla ricerca di ciò che questa musica può offrire tra passato e presente.

Swing, belle note e suoni digitali, uniti al timbro del suo strumento ed a quello dei suoi magnifici compagni di viaggio, sono la giovane speranza della nostra musica.”

 

L’idea di ospitare l’happening all’interno della Incas Caffè, accolta con entusiasmo dall’azienda beneventana leader nel settore della torrefazione, nasce proprio dalla volontà di arricchire i suoni con accostamenti inediti, trasversali, che coinvolgano tutti i sensi.

Simona Donatiello, direttrice marketing della Incas, è sempre stata attenta alle proposte culturali ed artistiche dei giovani di talento. Già nel 2002 la Incas ha ospitato una rassegna culturale di vasta risonanza, con incursioni musicali, mostre pittoriche e fotografiche, degustazioni, spazi aperti a suggestioni e commistioni dei vari generi artistici, formula riproposta per ben tre edizioni con la manifestazione Caffest a Castel dell’Ovo a Napoli.

Particolare attenzione anche in questo caso agli allestimenti scenografici, curati dallo studio [archiattack] e dalle proposte di videoarte di Herman Franchini: immagini, luci e proiezioni, per accompagnare le note di Luca Aquino e trasportare il pubblico in un crescendo di suggestioni ed emozioni.

Jazz come scenario altro, dunque, tra note e paesaggi dissonanti, simbolo dell’anima che non si imbriglia e non si lega ad accordi melodici usuali, spiazzante e toccante come solo il suono di una tromba in controluce e in controtendenza può essere.