Incas Caffè
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Incas Caffè

Storia e leggenda

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IL CAFFE’

Il termine “caffè” deriva dalla parola araba “QAHWAH” che in origine identificava una bevanda estratta da alcuni semi che provocava effetti stimolanti ed eccitanti sugli esseri umani.
Il termine poi in turco divenne “KAHWEH”, con il quale oggi in italiano si indica il caffè. Molti sostengono invece che il termine “caffè” derivi da Kaffa, ovvero il nome di una regione dell’Etiopia sud-occidentale, dove questa pianta era maggiormente diffusa.

STORIA

Non si sa esattamente quando il caffè sia stato scoperto, infatti la fase iniziale della sua storia è confusa, incerta e legata a diverse leggende. La sua diffusione come prodotto commerciale si ebbe alla fine del XIV secolo quando dall’Abissinia venne portato in Arabia in seguito alle invasioni etiopiche e coltivato nello Yemen. Prima di allora, gli etiopi raccoglievano i frutti rossi del caffè (simili a delle ciliegie) e ne consumavano la polpa dolce dei frutti maturi, dai quali ottenevano un succo a volte fermentato per ottenere bevande alcoliche. Gli Arabi furono i primi a coltivare commercialmente il caffè e a diffonderne il consumo. Nel XV secolo questa bevanda cominciò a diffondersi nel Medio Oriente e successivamente anche in Europa e nelle Americhe. Nel 1615 Venezia per i suoi rapporti commerciali con l’oriente fu la prima città italiana a comprare caffè in grani, mentre nei Balcani, la bevanda era già molto diffusa nel XVI secolo. Questo era il periodo in cui l’Europa conobbe anche il cacao, il the ed il tabacco. Durante il medioevo e l’inizio dell’età moderna, il caffè iniziò a comparire come bevanda per la prima colazione, in quanto con le sue proprietà stimolanti dell’attività mentale era in grado di allungare ed intensificare il tempo dedicato al lavoro. Nel 1616 il caffè arrivò in Europa dallo Yemen e venne riprodotta nel giardino botanico di Amsterdam. In Olanda, la Compagnia delle Indie Orientali incominciò a coltivare il caffè verso la fine del XVII secolo presso Giava utilizzando semi provenienti dallo Yemen. In seguito il caffè raggiunse l’isola di Martinica grazie ad un giovane ufficiale francese che ne portò una piantina dal giardino botanico di Francia. Da quest’isola il caffè venne diffuso nelle Indie Occidentali e nel resto dell’America Latina. Fu in questo periodo che nacque l’impero caffeicolo del Brasile, quando un ufficiale brasiliano, in occasione di una visita ad una regione francese, ricevette in dono dalla moglie del governatore un mazzolino di fiori che racchiudeva una piantina di caffè. Verso la metà del XVII secolo il caffè cominciò ad essere importato e consumato anche in Inghilterra. Il primo locale di vendita del caffè fu aperto ad Istanbul nel 1554 ed intorno al 1650 un commerciante di nome Jacob ne aprì uno ad Oxford. In Francia invece i primi negozi del caffè comparvero intorno al 1671.

In Italia la prima bottega del caffè fu aperta a Venezia in Piazza San Marco nel 1683. Le case del caffè ben presto divennero luoghi di ritrovo e di aggregazione, dove commercianti, intellettuali ed artisti dibattevano spesso anche in merito alle loro idee politiche. Tra fine 700 e inizio 800 il consumo di caffè esplose, raggiungendo le 90.000 tonnellate, di cui la metà proveniva dal Brasile. La grossa competitività sul mercato grazie allo smantellamento dei monopoli comportò un abbassamento dei prezzi per i consumatori e l’enorme domanda richiedeva lo sviluppo di nuove zone di produzione. Così all’inizio del XIX secolo gli olandesi espansero le loro piantagioni in Indonesia e verso la fine dell’800 inglesi, francesi e tedeschi svilupparono la produzione nelle loro colonie.

LEGGENDE

Sono molte le leggende che riguardano l’origine del caffè.
La più conosciuta narra che un pastore etiope di nome Kaldi non vedendo giungere le capre che sorvegliava, andò a cercarle e le ritrovò agitatissime e piene di energia; incuriosito dal loro comportamento le seguì e notò che erano attratte dal mangiare delle bacche rosse di un arbusto e dal masticarne le foglie. Il pastorello raccolse alcuni di quei frutti e li portò ad un monastero. I monaci, come facevano con altri frutti, ne prepararono un infuso e bevendolo constatarono che riusciva a tenerli svegli anche durante le veglie di preghiera. Chiamarono quella bevanda dall’effetto eccitante “qahwah” (ciò che stimola e tiene in alto).

Un’altra legenda invece ha come protagonista Maometto, il quale sentendosi male vide l’arcangelo Gabriele che gli offrì una pozione nera come la Sacra Pietra Nera della Mecca che lo fece rinvenire.

Invece Pellegrino Artusi (gastronomo e critico letterario di metà 1800), sosteneva che il miglior caffè fosse quello proveniente da Mocha, una città dello Yemen, e che questo fosse un indizio per scoprirne il luogo d’origine.

GEOGRAFIA

Il caffè viene coltivato in tutti i continenti abitati ad eccezione dell’Europa e America settentrionale. Per la propria crescita la pianta richiede che la temperature non superino i 37°C e che non scendano al di sotto dei 4°C. Tali condizioni si verificano con continuità soltanto nelle zone comprese all’interno dei tropici. Al centro della geografia, si colloca l’America Latina, il Brasile infatti, rappresenta il principale produttore di caffè, con i suoi 8 milioni e mezzo di km quadrati ricoperti dalle intensive coltivazioni caffeicole. Dominante è la classificazione del noto caffè Santos, che prende il nome dal porto d’imbarco. I maggiori produttori mondiali dopo il Brasile risultano essere il Vietnam, la Colombia e l’Indonesia. Seguono poi in ordine variabile di produttività a seconda delle annate, Messico, Guatemala, Honduras, Perù, Etiopia ed India. Oltre all’America Centro-meridionale che vanta quasi il 50% della produzione mondiale.